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Tuttavia non disdegnava qualche goccio di vini importanti oppure della sua terra, in particolare il Montepulciano d’ Abruzzo. In una rara lettera scritta il primo dicembre 1932 al conterraneo Ministro Giacomo Acerbo per ringraziarlo del restauro della casa di Pescara e per invitarlo al Vittoriale scrisse in vernacolo ” pè magnà ‘ghe me nu belle piatte de maccarune e é beve nu bicchierucce de Montepulciane”.

 

 

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